Adriana Paltrinieri

Nata a Lucca e girovaga per l’Italia, amo tutt’ora i viaggi, che mi hanno dato la possibilità di incontrare la bellezza, sia essa naturale, artistica o dell’interiorità umana. 

Nonostante abbia speso del tempo con carta e matita in mano fin da bambina, la frequenza del Liceo Classico mi ha indirizzata allo studio delle arti, piuttosto che alla pratica plastico-pittorica. 

Alla facoltà di Lettere ho seguito dei corsi di storia dell’Arte, in particolare del professor Maurizio Calvesi, a completamento degli indirizzi di Storia e Letteratura moderna. 

Per soddisfare la necessità del “fare” con le mani, sono approdata, intorno ai ventisette anni, in un laboratorio di ceramica nei pressi del Colosseo, a Roma. Lì è nata lentamente la mia passione per questo materiale umile ma primordiale, ai confini tra arte e artigianato, in apparenza duttile e docile, eppure rispondente a criteri rigorosi, attraverso il quale veicolare in forme differenti le condizioni dell’animo umano. 

Impegnata a insegnare nella scuola Secondaria, ho provato a coltivare in maniera saltuaria l’attività di modellato, senza abbandonarla mai nell’arco degli anni; ho cercato di nutrire la curiosità nell’apprendere varie tecniche, quali raku o saggar, grazie ad artiste che ammiro, come Cinzia Catena, Speranza Neri, Rosana Antonelli; tuttavia sono consapevole che solo una porzione dell’immensa opportunità di pratiche che l’argilla concede è entrata a comporre la mia esperienza, in continua evoluzione.

Presso la scuola triennale di Arteterapia, frequentata per specializzarmi in art-counseling, ho sperimentato in che modo le arti, siano esse letterarie o plastiche, possano incidere nel vissuto personale e relazionale, e quanto l’espressione artistica sia un bisogno di vitale importanza nell’esistenza di ciascuno di noi.

Della creta mi attrae il suo significato simbolico, poiché contiene i quattro elementi, terra, acqua, aria e fuoco, che danno luogo a continue metamorfosi e sollecitano a intraprendere la direzione verso gli archetipi. Cerco ispirazione nella natura, prima e impareggiabile scultrice di forme espresse in volti, alberi, radici o sagome astratte. Nei pezzi che creo, mi piace lasciare vibrare alla luce il materiale dell’argilla nei suoi colori originari, far “vedere” al tatto le superfici, lisce, scabre, vellutate, far dialogare le linee curve, i segni e i simboli con l’emozione profonda.